Quella che oggi è conosciuta come "Libreria Antiquaria Umberto Saba" deve la sua nascita a quelle circostanze e coincidenze che rendono possibili dei piccoli miracoli. Il suo è un cammino atipico, complesso e complicato, ma a suo modo estremamente affascinante, che inizia in un momento storico in cui le vicissitudini politiche, sociali ed economiche che caratterizzano i diversi decenni tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, cominciano ad esasperarsi.

Fondamentale è la figura di Giuseppe Mayländer il quale, giunto a Trieste nel 1904 da Pola, decide di aggiungere alle sue diverse attività quella di libraio, acquistando la sezione antiquaria della libreria Quidde che a sua volta aveva rappresentato una sezione della famosa libreria Schimpff. Dopo circa dieci anni dall'acquisizione della libreria, ormai ben avviata, Mayländer decide di trovare una sistemazione più adeguata per la sua "bottega" e quando si liberano i locali al pianoterra del numero civico 30 della stessa via San Nicolò, quasi di fronte al suo negozio, vi si trasferisce e vi rimane per altri cinque anni.

A seguito di vicende strettamente personali il libraio-editore Mayländer lascia Trieste per Bologna e cede la sua attività ad Umberto Poli, che sarà meglio conosciuto come Umberto Saba, il quale disponendo di un piccolo capitale rileva la libreria. Nonostante l'edificio che ospita al piano terreno il locale d'affari fosse un elegante palazzetto di recente costruzione, Saba non ne rimane particolarmente colpito e il suo investimento assume l'esclusivo ruolo di un'operazione finanziaria da cui spera di trarre un certo profitto.